Critica
«È stato un incontro con la luce, la pace, la vita nella "trasparenza " del colore».
Giuseppe Zamarin
«Le emozioni colorano la vita, i tuoi quadri colorano le emozioni».
Clorinda Favaron
«Il colore è la tua forza».
Ero Tomassi
«Le tue opere sono una sillogia del bello, del bene e del vero!»
Don Sergio Bartolomiello
«Colore del mistero, dell'immensità, dell'oblìo».
Lucy Solbitare
«Continua ad osare la vertigine del colore».
Elide Siviero
«Luce e colori, che evocano una luce interna e una profondità d'animo, illuminano lo sguardo di chi s'immerge nei tuoi quadri».
Anonimo
«L'arcobaleno sei tu...»
Marisa Nardo
«...accanto ai pensieri colorati di Anna, i pensieri che nascono dal colore, i pensieri di chi guarda e ascolta la Bellezza...»
Elide Siviero
PADOVA, Angoli di Mondo, giugno 2009
mostra personale "e'vento di..."
«VENTO: e il soffio lo SPIRITO covava sulle acque e creava... così tu, Anna, con il pennello crei emozioni con una scala cromatica che coinvolge e spinge a cercare e... ad andare.
Lo SPIRITO crea: è un evento e l'evento appartiene sempre all'economia della salvezza. Con le tue tele salvi dalla mediocrità e spingi l'animo umano a liberarsi per cantare l'Infinito».
sr. Deanna
PADOVA, Casa del Fanciullo, marzo 2009
mostra personale "MIscellanea 1989/2009"
«Un grazie particolare perchè riesci a rifletterti sulle tue tele creando 1000 punti di viSta che ammirati, non solo con gli occhi, si trasformano in un milione di Spunti di vita».
Guido Marangoni
PADOVA, galleria "Miroir della Musique", marzo 2006
mostra personale "Variazioni"
«Le "Variazioni" cui si fa riferimento nel titolo implicano duplici valenze. Se da un lato alludono al cambiamento in atto nel percorso espressivo dell'artista, dall'altro esprimono qualcosa di più profondo e, per cosi dire, più intimamente legato al modo stesso di procedere della pittrice. Tutte le opere esposte dialogano tra loro attraverso una fitta rete di corrispondenze: alle costanti tematiche, i quattro elementi, le quattro stagioni, i sette colori dell'arcobaleno, corrispondono altrettante variazioni formali condotte in delicato e articolato contrappunto. È questa fitta rete di rimandi che conferisce alla ricca e molteplice produzione dell'artista, che spazia dalla pittura propriamente detta alle opere in plexiglas, la continuità di un percorso profondamente coerente, al di là delle possibili, e solo apparenti, divaricazioni».
Alessia Castellani
VENEZIA Scoletta di San Zaccaria, novembre 2003
«In una briosa vivacità coloristica si apre al mondo l'impeto espressivo di questa versatile autrice interprete di un linguaggio pittorico che si propone come una ricerca minuziosa sulla natura intonata soprattutto sulla vitalità atmosferica. Gradualmente il nostro sguardo coglie, nelle aree formali, le vibranti fattezze della vegetazione come essenza di un mondo depurato dal dettaglio ed esaltato nella sua poetica gioiosa. Il tema instaura di riflesso un dialogo profondo con la vita interiore dell'autrice la quale, seguendo gli istinti primari della conoscenza oltre l'apparenza, trasfigura il paesaggio variabile nelle quattro stagioni in un'evocazione che accende i sensi dell'osservatore. Tra allusione e scavo psicologico nascono attimi di vivacità intimista presenti anche nelle raffinate sculture».
Gabriella Niero
VENEZIA Scoletta di San Zaccaria, dicembre 2003
«Anna Pomponio: pittrice e scultrice padovana the con estrema abilità crea suggestive visioni incantevoli come "le quattro stagioni" sia dipinte sia scultoree, oltre ad un meraviglioso volto del Cristo Gesù; poi ci emoziona con la crocifissione trasfigurata ed il "Silenzio di Dio"».
Orfango Campigli
ASIAGO Magnifica comunità montana, dicembre 2001
«Il cammino di ricerca pittorico che caratterizza l'opera di Anna Pomponio è segnato in maniera decisa dal colore: non sono tanto le forme o le linee o la dimensione spaziale a catturare lo sguardo dello spettatore, ma l'uso sempre forte e deciso del timbro cromatico della rappresentazione. Si rimane favorevolmente colpiti dal percorso che il colore stesso segna nei suoi quadri: dall'incedere timido e timoroso dei primi acquerelli, dove il colore è arioso, illuminato, velato, a volte solo accennato; alla prepotenza, in alcune occasioni perfino violenta, dei quadri più recenti, dove l'artista osa lanciarsi in ricerche nuove, ardite, a volte stridenti, ma sempre molto vere e coerenti. È un percorso di fedeltà alla dimensione cromatica e alla sua freschezza espositiva: i suoi fiori, le sue nature, i suoi paesaggi esplodono nella potenza che solo il colore può dare. L'artista vuole celebrare la vita con tutta la sua ricchezza e le sue sfumature: il buono e il cattivo, il dolce e l'amaro, il facile e il difficile, perché ogni aspetto della vita merita di essere vissuto, gustato, dipinto. Infatti, accanto agli studi sulle forme o alle nature morte, risaltano con splendore i suoi quadri "vivi". Il meglio della pittrice si esprime nelle descrizioni naturalistiche filtrate dall'animo poetico e religioso dell'artista. Non una natura semplicemente da gustare, ma un ambiente da decifrare come riflesso, specchio, eco della presenza di Dio. Non si può sorvolare, infatti, sulla dimensione di fede che i suoi quadri trasmettono: non una fede coercitiva, ma la testimonianza della gratitudine e dell'ammirazione che il creato suscita nell'uomo e nella donna credente. Interessante è anche la pennellata decisa, a volte perfino frenetica e istintiva, che esprime con decisione il carattere passionale dei quadri di Anna Pomponio: dal fremere viscerale di fronte alla natura scaturisce un impeto di vita che si traduce ora in forza, ora in dolcezza, ora in tranquilla contemplazione, ora in trepidante ricerca. Anche i quadri materici, che in teoria non dovrebbero tanto comunicare dei significati quanto valorizzare la materia di cui sono fatti, sono originali e fantasiosi, non chiusi negli stereotipi convenzionali, ma capaci di raccontare quel che va oltre il concreto. Diventano quadri astratti pronti a raccogliere il pensiero sui concetti arditi del mistero, della gioia e della pace. Non rimane che fermarsi davanti alle sue opere e "ascoltare". Scegliere un quadro e sentire la musica che suona fra i suoi colori: quella musica che la nostra anima produce quando è risvegliata dall'incontro con la bellezza».
Elide Siviero
